fotografia artigianale in bianco e nero
MASSAGRIGIA


MARSIGLIA

MONTAGNA INCANTATA

HUMANS WANTED-NYC

TUTTI A CASA

ROMA


La fotografia è e deve essere il frutto di un percorso individuale del fotografo. Ciascun fotografo deve portare dentro le foto che produce la propria personalità, esperienza, deve sentire al fotografia come il suo spazio di libertà, all’interno del quale esprimere sé stesso. Non c’è cosa più squallida delle mode fotografiche. Seguire i trend è svilente e inutile. Ciascuno può avere dei maestri, approfondire una tecnica, amare dei generi in particolare, lasciarsi ispirare da questo o quel fotografo o da una mostra che lo ha colpito, ma la ricerca personale deve essere finalizzata ad avere la più completa libertà espressiva. Nonostante ciò ad un certo punto viene il momento di fare il punto, parlare, tirale le somme, confrontarsi con gli altri. A livello individuale io ho bisogno del giudizio degli altri, delle persone che mi vogliono bene, degli estranei, degli esperti e dei profani. Dipendo da questi giudizi e penso che una fotografia più è bella e più piace. E’ una regola quasi matematica e la bellezza in fotografia è oggettiva, anche se ci sono molti motivi che non c’entrano nulla con la fotografia che possono portare a giudicare bella una foto brutta. A livello collettivo è tornato il momento che i fotografi parlino di fotografia, teorizzino, critichino, studino, dettino canoni, creino gruppi, club, confronto, conferiscano autorevolezza alla fotografia e si autogestiscano. Oppure continueremo a far trattare e usare la fotografia da manager dell’immagine che nessuna competenza hanno di fotografia e che non sanno nemmeno chi sono Giacomelli o Ghirri. La fotografia ha bisogno di essere pubblicata in modi adeguati, messa in mostra in spazi grandi e ben illuminati, ha bisogno di buoni laboratori di stampa e di curatori indipendenti ed esperti. La gente è sommersa di immagini, c’è bisogno che abbia gli strumenti per capire quali tra queste siano delle fotografie e quali siano belle fotografie.

la fotografia è un mezzo, un contenitore in cui ciascun fotografo mette quello che ritiene importante. per me è un modo per fare approfondimento di contesti, di rapporti con le persone. con la fotografia si può uscire, stare con le persone, spiegarsi, conoscere, raccontarsi, ascoltare, esprimere la propria personalità. In un certo senso con la macchina fotografica si può fare tutto. Io personalmente preferisco utilizzare la fotografia per migliorare la conoscenza delle situazioni che mi sono vicine in qualche modo, per svelarne i paradossi e sfatare i luoghi comuni. la fotografia è la modalità con cui cerco di supplire alla pigrizia mentale di considerare conosciute le cose che mi circondano. mi consente di aprirmi, confrontarmi, ascoltare ed elaborare con la mia testa.

Armando Giorgini nasce a Roma il 6 dicembre del 1973. Termina il suo percorso di studi con una laurea in giurisprudenza. Diventa poi avvocato nel 2000. Tuttora esercita questa professione a Roma. Nel frattempo sviluppa una passione nei confronti della fotografia, e ne apprende le tecniche da autodidatta. Dal 2001 alcune sue fotografie sono distribuite dalla agenzia fotografica austriaca Viennaslide. Nel 2002 collabora con il Festival Internazionale di Roma “FotoGrafia” alla produzione di un reportage a cura di Marco Delogu sulla periferia romana. Dal 2004 ha iniziato una collaborazione con la Facoltà di Scienze dell’educazione presso l’Università di Bologna, tenendo seminari di fotografia applicata all’antropologia culturale. Nel 2005 frequenta il Master di Fotogiornalismo dell'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma, diretto dal fotografo freelance Dario Coletti e dalla photoeditor Manuela Fugenzi, nel corso del quale si confronta con alcune delle personalità più rilevanti del fotogiornalismo italiano ed internazionale: Antoine D'Agata, Patrick Zackmann, Francesco Zizola, Angelo Turetta, Letizia Battaglia, Franco Zecchin.
Allo stesso modo entra in contatto con altre professionalità del settore: Elena Boille (Photoeditor, Internazionale), Enrica Scalfari (Responsabile Agenzia AGF), Renata Ferri (coordinamento progetti fotografici Agenzia Contrasto), Lucy Conticello (Photoeditor, New York Times).

Le sue principali ricerche di reportages sociale, campo in cui si è nel frattempo concentrato, hanno come oggetto New York nel 2000, Berlino nel 2001, la borgata romana Fidene nel 2002, la Valle Stura in Piemonte nel 2002, gli immigrati rumeni a Roma nel 2003, la balera per anziani e immigrati presso la fabbrica dismessa Snia-Viscosa di Roma ancora nel 2003, i senza fissa dimora di Bologna nel 2004 e 2005, il Vietnam e il Colle Oppio di Roma ancora nel 2005. Al centro dell’interesse è l’uomo analizzato nelle sue relazioni sociali e nell’organizzazione degli spazi marginali della società.

Alcuni dei suoi lavori vengono esposti in mostre personali presso la galleria fotografica del centro sociale Brancaleone di Roma, che ne stimola la produzione e ne cura la vendita delle opere: nel 2001 “Humans Wanted – NYC”, nel 2003 “Berlin”, nel 2005 “rESISTENZE” e “Quotidiano Comunista”. Espone in mostre collettive nel 2002 nell’ambito del Festival Internazionale di Roma “FotoGrafia” e della manifestazione “Enzimi”.

Nel gennaio/febbraio 2006 espone il suo lavoro sui senza fissa dimora a Bologna, presso la Cineteca. La mostra “Tutti a casa” è al centro di una serie di iniziative culturali, aventi ad oggetto il fenomeno degli homeless in Italia, organizzate dalla stessa Cineteca e patrocinate dalla Provincia e dal Comune di Bologna. In occasione della mostra pubblica con Guaraldi, insieme all’antropologo Giuseppe Scandurra, il libro di testi e fotografie “Tutti a Casa – Per un’etnografia dei senza fissa dimora a Bologna”.

Nel settembre 2006 espone lo stesso lavoro a Modena nell’ambito del Festival di Filosofia, presso la galleria 42off e poi nello Spazio Le Lune.

Pubblica sulle riviste “Diario”, “Carta”, “Accattone”, “Gomorra”.

Aderisce nel 2005 al collettivo di fotografi Massagrigia.

Contatti: iattattira@hotmail.com

Armando Giorgini

§         nato a Roma il 6/12/1973

§         fax. +39 06 6877125

§         e-mail: iattattira@hotmail.com

 

Professione principale:

avvocato del foro di Roma dal 28/9/00

 

Professione secondaria:

fotografo

 

Esperienze lavorative nel campo della fotografia:

§         nel 2004 ha iniziato una collaborazione con l’università di Bologna, facoltà di scienze dell’educazione, attraverso lo svolgimento di lezioni di fotografia applicata all’antropologia culturale

§         giugno 2002 fotografia di scena per il cortometraggio “La rapina” di Ivan Polidoro, produzione Marbea

§         maggio 2002 collaborazione con lo studio Delogu di Roma per la realizzazione di un fotoreportage sulla periferia di Roma

§         dall’estate 2001 collabora con l’agenzia fotografica Viennaslide di Vienna (Austria)

§         attività minori su commissione: books fotografici per attori e ballerini, ritratti, matrimoni

 

Esposizioni pubbliche:

§         maggio 2003 mostra personale “Berlin” presso la galleria fotografica del Brancaleone di Roma

§         12-23/9/2002 mostra collettiva (insieme ad altri giovani fotografi) sulla periferia di Roma nell’ambito di “Enzimi Festival”

§         22/5 - 22/6/2002 mostra collettiva sulla periferia di Roma esposta a Roma nell’ambito del I Festival Internazionale “Foto Grafia”  

§         28/11 - 14/12/2001 mostra fotografica personale “Humans Wanted - NYC” esposta presso la galleria fotografica del Brancaleone di Roma

 

Principali reportages:

§         (giugno 2003) Reportage sulla condizione di immigrati rumeni a Roma

§         (gennaio-dicembre 2002) “Montagna Incantata”

§         (maggio 2002) Reportage sulla periferia romana [Borgata Fidene]

§         (luglio 2001)Berlin

§         (maggio-giugno 2000) “Humans Wanted - NYC”

§         (marzo 1999) I murales di Orgosolo [NU- Sardegna]

 

Ha pubblicato reportages fotografici sulle riviste:

§         Diario

§         Carta

§         Accatone

§         Gomorra

On line:
www.viennaslide.com
www.timmagini.it


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